Da "Medioevo" del Febbraio 1998
MITI E LEGGENDE
Il mistero del Graal
NEL TEMPO HA MUTATO FORMA E NATURA, FINO A CARICARSI DI VALENZE MAGICHE.MA NON E' CAMBIATO IL SIGNIFICATO DI UNA RICERCA CHE NON SI E' MAI CONCLUSA
CACCIA ALLE STREGHE |
Fra tutti i
cavalieri della Tavola Rotonda, Perceval è indissolubilmente legato al mito del
Graal. La sua vicenda, nei termini in cui è narrata da Chrétien de Troyes, si
configura come una sorta di romanzo di formazione del perfetto cavaliere.
Perceval, il cui padre è morto in battaglia, viene allevato dalla madre in una
foresta, lontano dal mondo, affinché non intraprenda la pericolosa carriera
paterna. Ma quando il giovanetto vede per la prima volta alcuni cavalieri, non
può fare a meno di seguirli. Giunge alla corte di Re Artù e dimostra di essere
valoroso, ma ignorante delle norme della cortesia e della fede. Un anziano
cavaliere si occuperà della sua educazione. Dopo i primi successi in duello, è
pronto per conoscere l'amore, ma la sua formazione religiosa è ancora
incompleta, come vuoi significare l'episodio del Graal. Un eremita colmerà la
lacuna. A questo punto Perceval sarebbe pronto per incontrare di nuovo il Re
Pescatore, ma la morte di Chrétien lascia l'opera interrotta.
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LA PUREZZA DELLA STIRPE |
Nell'estate del 1845, Richard Wagner trascorse un periodo di vacanza nella stazione termale di Marienbad. «M'ero proposto di fare la vita più comoda di questo mondo», ricorderà anni dopo nella sua autobiografia. Come lettura si era portato il Parsifal di Wolfram von Eschenbach. La scelta non poté essere più fruttuosa: da quel momento il musicista si appassionò alla mitologia germanica e, pochi mesi più tardi, aveva già composto il Lohegrin, dramma musicale basato su un altro poema, anonimo, in cui si narra la continuazione del Parsifal. Il progetto di un dramma ispirato direttamente al cavaliere cantato da Eschenbach, più volte abbandonato e ripreso, accompagnerà invece Wagner per quasi quarant'anni. La figura del protagonista prendeva forma nella mente del compositore di pari passo con l'evoluzione del suo pensiero politico: il Parsifal di Wagner non sarebbe stato una semplice trasposizione del poema, ma un'opera diversa nello spirito, che utilizza il mito letterario ai propri fini. In effetti, tutta l'opera artistica di Wagner risponde all'esigenza di plasmare sulla scena le sue idee politiche sui futuro della Germania. Di fronte al pubblico di ricchi borghesi che assistette al primo Festival di Bayrueth, il musicista smise di credere che la Grande Germania da lui sognata sarebbe nata da una rivoluzione popolare, come egli predicava dal 1848: solo una esigua stirpe di eletti poteva portare il popolo alla purezza, rappresentata dal Graal. Un Parsifal mistico doveva prendere il posto del ribelle Sigfrido, eroe della tetralogia dei Nibelunghi: l'ansia di redenzione sostituire lo spirito di avventura: la scintilla dell'ispirazione si era accesa: il Parsifal, testamento ideologico e musicale di Wagner, fu rappresentato per la prima volta il 26 luglio 1882. Poco dopo il musicista, malato e ossessionato dagli incubi, si trasferiva a Venezia, dove sarebbe morto all'inizio del 1883.YOLANDA
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