Ciclismo - Preparazione al Ciclismo





Giro d'Italia - Luglio 1997

Il bergamasco Ivan Gotti ha vinto l’ottantesima edizione del Giro d’Italia. Da sei anni un italiano non si aggiudicava la corsa a tappe: dopo il successo di Chioccioli nel 1991, avevano infatti vinto lo spagnolo Miguel Indurain nel 1992 e 1993, il russo Berzin nel 1994, l’elvetico Rominger nel 1995 e il russo Tonkov nel 1996.
Il Giro è partito da Venezia sabato 17 maggio: diciotto squadre di dieci corridori ciascuna, impegnati in ventuno giorni di corsa (e uno solo di riposo) con due tappe a cronometro individuale, hanno coperto un totale di 3885 km. Tonkov, favorito dai pronostici, conquista la maglia rosa alla terza tappa, nella cronoscalata di San Marino: i suoi più diretti avversari, l’italiano Pantani, il francese Leblanc e il russo Berzin, non sembrano in grado di contrastarlo.
Alla quattordicesima tappa Racconigi-Cervinia arriva invece la svolta di una corsa da molti considerata già finita. Ivan Gotti scatta a 30 km dal traguardo sul Col di Saint Pantaleon; Tonkov cerca di rispondere all’attacco recuperando una ventina di secondi sull’italiano, ma Gotti non si fa sorprendere e conquista la maglia rosa, che difende fino a Milano dagli attacchi del russo. Alla diciottesima tappa, quando tutti si aspettano il ritorno di Tonkov favorito nella cronometro individuale, Gotti riesce a difendersi e mantiene la testa della classifica.
Alla vigilia delle tre frazioni alpine che decideranno la corsa, si torna a parlare di doping. I componenti di una delle squadre vengono svegliati all’alba del 5 giugno da ventiquattro Carabinieri del Nucleo antisofisticazione impegnati in un’indagine di respiro nazionale sull’uso nelle palestre di sostanze anabolizzanti.
La corsa prosegue e le montagne sono ancora protagoniste. Durante la diciannovesima tappa si scalano le Dolomiti: il Passo di Pinei, il Sella, il mitico Pordoi (la cosiddetta cima Coppi). Tonkov cade in discesa, rientra, ma Gotti va all’attacco e distanzia il suo diretto avversario in salita. La battaglia non è ancora finita, rimane l’ultima sfida, la ventunesima tappa Malé Val di Sole-Edolo di 238 km. I due si affrontano sulle pendenze del Passo di Mortirolo, temutissima salita con un dislivello di 1440 m in 20 km. Gotti ancora una volta controlla gli attacchi del russo e mantiene quel vantaggio che gli permette di entrare a Milano in maglia rosa, diventando l’uomo di punta del ciclismo italiano, atteso, dopo il ritiro per infortunio al Tour de France, alla Vuelta.

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