|
Il Movimento Centrale
di Mosè Necchio
Seppur poco visibile perché ben protetto all’interno dell’apposita
scatola, il Movimento Centrale, costituisce parte integrante del sistema
trasmissione. Questi, infatti, con la sua lunghezza influenza una serie
di parametri tra di loro concatenati che se non opportunamente
considerati rendono vano, se non impossibile, la perfetta regolazione di
buona parte della trasmissione stessa. Di primo acchito, l’affermazione
potrebbe sembrare un po’ esagerata. Obiettivo di questo articolo è di
analizzare il movimento centrale ed il ruolo che assume sul sistema
trasmissione.
La genesi
Il
particolare, nel corso dell’evoluzione della bicicletta, non ha subito
radicali cambiamenti. In effetti, l’elemento è sempre stato
caratterizzato da un albero sostenuto, in prossimità delle estremità,
da supporti che col tempo si sono evoluti da bronzine, a gabbie di
sfere, a cuscinetti. La parte che in effetti si è modificata
maggiormente sono le estremità che accolgono le pedivelle. Da sistemi
con perno traversale e vite di bloccaggio, attualmente ancora largamente
utilizzato nelle biciclette da passeggio, a sistemi con quadro conico
che ben conosciamo, per finire con le recenti versione Shimano con
profili scanalati adottata nei nuovi gruppi strada e mountain bike. A
parziale beneficio del nostro portafoglio è intervenuta un’ulteriore
tendenza che ha portato dall’avere un movimento centrale sigillato,
cioè con parti non sostituibili, a un insieme completamente smontabile
ma soprattutto revisionabile.
Morfologia
Le parti costituenti un movimento centrale non sono moltissime. La
macchina, meccanicamente parlando, è costituita da un albero d’acciaio
(o titanio) di lunghezza opportuna, ricavato per forgiatura o per
lavorazione dal pieno. Alle estremità del perno sono presenti tronchi
di piramide o comunemente detti "Quadri conici" che hanno lo
scopo di alloggiate e bloccare le pedivelle. Il perno viene supportato
da una copia di cuscinetti che ne garantiscono inoltre la perfetta
rotazione e centraggio rispetto la scatola di contenimento ricavata nel
telaio. Per finire, ma rimando alle illustrazioni per maggiori
chiarimenti, il tutto viene bloccato dalle relative ghiere e
distanziale. Le pedivelle vengono, come in parte anticipato, bloccate
attraverso i quadri conici e dall’azione di due bulloni che vengono
avvitati sui relativi fori, generalmente filettati da M8X1, anch’essi
ricavati longitudinalmente sul perno del movimento centrale. Seppur
molto semplice, il movimento centrale si può presentare con
"Vestiti" diversi. Alcune aziende preferiscono sistemi
ermetici, cioè il tutto sigillato e non smontabile, mentre altre
forniscono il tutto completamente smontabile e revisionabile per la
sostituzione, ad esempio, delle parti che si consumano: nella maggior
parte dei casi i cuscinetti. Come risulta visibile dall’immagine d’apertura,
i sistemi di bloccaggio al telaio possono variare da ghiere esterne a
ghiere interne o addirittura a sistemi molto semplici costituiti da due
anelli elastici (seeger) che tengono in posizione cuscinetti e perno
centrale attraverso le relative cave ricavate nella scatola del
movimento stesso. A complicare il tutto intervengono inoltre gli
standard e le consuetudini adottate dai vari costruttori. Possiamo,
infatti, trovare telai, e di conseguenza movimenti centrali, con
filettature realizzate secondo due tendenze denominate "Filetto
italiano" o "Filetto inglese". Da precisare, inoltre che
le ghiere di serraggio del sistema sono filettate una destrorsa, e l’opposta
sinistrorsa. In dettaglio: la parte destra del telaio (rispetto il senso
di marcia) presenterà una filettatura sinistrorsa, mentre la parte
sinistra una filettatura destrorsa. Il tutto finalizzato ad evitare l’allentamento
delle ghiere ad opera di vibrazioni o altro. Le ghiere possono essere a
scomparsa oppure parzialmente esterne, da svitarsi attraverso chiavi a
compasso, a forcella oppure poligonale interna. C’è di che
sbizzarrirsi !
Le forze in gioco
Le
forze che agiscono sull’albero durante l’azione della pedalata
portano a sollecitare l’organo meccanico a torsione ed in minima parte
a flessione. Rotture dell’albero sono rarissime: queste generalmente
sono imputabili a difetti di fabbricazione o di trattamento termico. Il
materiale impiegato può variare da acciai più o meno nobili a
materiali esotici quali le leghe di titanio impiegate per la costruzione
di movimenti centrali particolarmente leggeri e resistenti: sul mercato
si possono reperire "Gioielli" da meno di 150 gr di peso. Il
tutto, come avrete certamente immaginato, regolamentato dal nobile
principio commerciale che il prezzo è inversamente proporzionale al
peso: più un pezzo è leggero e più risulta costoso. Le parti che in
effetti possono usurarsi nel tempo sono essenzialmente i cuscinetti e le
guarnizioni di tenuta. I primi hanno una durata limitata non solo a
causa delle sollecitazioni ma anche a causa di agenti esterni quali:
sporcizia, variazione di temperatura ma soprattutto ... eccesso di
pulizia attraverso idropulitrici con acqua in pressione. Infatti, l’acqua
che fuoriesce dall’ugello della pistola erogatrice vince la tenuta
ermetica delle guarnizioni e penetra, insieme alla sporcizia che
pensavamo di eliminare, all’interno degli interstizi esistenti tra
ralle, sfere e grasso, evacuando quest’ultimo e rendendo le parti
interne ... umide e quindi soggette all’azione della corrosione
(ruggine) e abrasione causata dallo sfregamento dei granelli sabbia. Da
un punto di vista teorico, la durata dei cuscinetti dipende dalle
dimensioni degli stessi quindi da un coefficiente di carico che varia da
tipo a tipo, dal numero di giri, dall’impiego, dal tipo di
lubrificazione, ecc. Risulta molto difficile per noi, comuni mortali,
programmare con esattezza il momento esatto per la sostituzione dei
cuscinetti o, in caso di sistemi ermetici, dell’intero movimento
centrale. Di conseguenza il tutto viene da se. Tuttavia, con una
efficace manutenzione preventiva, la vita dell’insieme può
prolungarsi sensibilmente.
La linea catena
Scatola,
movimento centrale, pedivella destra e corone condizionano quello che
viene comunemente definito dagli addetti ai lavori "Linea
catena" o LC. Questo parametro, spesso trascurato oppure
addirittura sconosciuto, è di fondamentale importanza per tutto il
sistema di trasmissione. Questi, espresso in millimetri, rappresenta la
distanza esistente tra la mezzeria del telaio e piano di rotazione della
mezzeria dei denti della corona: considerando, per comodità, una
bicicletta con un solo rapporto anteriore. La LC risulta tuttavia molto
importante anche per trasmissioni doppie o triple indipendentemente dal
numero di rapporti al pignone. Nella trasmissione a singola velocità è
fondamentale il raggiungimento di un perfetto allineamento tra corona e
pignone. Seppur la catena è in grado di flettere lateralmente, con l’utilizzo
una trasmissione mal allineata tenderà ad usurarsi precocemente ed in
modo non omogeneo. Tuttavia, anche per trasmissioni a più velocità,
dove la catena "Lavora" non in linea, la LC è di importanza
determinante. La LC di conseguenza dipende da diversi fattori: dalla
larghezza della scatola, dalla lunghezza del perno del Movimento
Centrale e dalla posizione relativa assunta dalla corona che a sua volta
dipende dalla pedivella destra. Non sempre tuttavia potremmo trovarci in
presenza di una scatola movimento centrale perfettamente simmetrica
rispetto la mezzeria del telaio; perciò il movimento centrale relativo
avrà adeguate caratteristiche. Tornando alla LC, questa condiziona la
distanza tra i forcellini posteriori ovvero la larghezza tra le battute
del mozzo posteriore. Al fine di ottenere coincidenza tra la mezzeria di
cerchio-pneumatico, la campanatura della ruota dovrà essere realizzata
di conseguenza. Entrando un po’ più in dettaglio su quanto avviene
per la ruota posteriore, è da rilevare che nel caso di trasmissioni
multiple (pignone a più velocità) l’asse di mezzeria del cerchio non
coincide con la mezzeria delle flange di alloggiamento dei raggi. Tra i
due piani può esistere uno scostamento, chiamato "Offset"
dagli addetti ai lavori, contenuto tra 7¸ 8 mm. Ne consegue che l’offset
condiziona l’angolo dei raggi che risulta differente tra lato destro e
lato sinistro della ruota. In altre parole, i raggi del lato
pignone/ruota libera risulteranno un po’ più prossimi alla verticale
che quelli presenti sul lato opposto; questi saranno inoltre più corti
e maggiormente sollecitati. Come potrete notare, la LC condiziona un bel
po’ di regolazioni. In caso di doppia corona anteriore, la LC è
riferita alla mezzeria tra i due piani di rotazione delle corone stesse;
per la tripla la LC è riferita alla corona centrale. Nelle trasmissioni
multiple l’ottimale LC non è ricercata al fine di ottimizzare di
consumi di materiali o rendimenti, bensì per l’ottimale funzionamento
di cambio e deragliatore che dovranno consentire qualsiasi combinazione
di rapporti evitando interferenze tra catena e parti mobili del sistema
cambio-deragliatore.
Il perno
Dalla
chiacchierata sulla linea catena, si può facilmente intuire che al fine
di preservare la LC voluta dal progettista del telaio o della
guarnitura, si dovrà agire sulla lunghezza del perno del movimento
centrale. La misure prodotte dai principali costruttori variano da poco
più di 100 a oltre 130 mm con progressione variabile di millimetro a
millimetro: una notevole gamma di lunghezze proporzionata all’importanza
assunta dalla LC. Ulteriore fattore che interviene a complicare la vita
sono la consuetudine di realizzare telai con larghezza della scatola del
movimento variabile in funzione del fatto che questi sia di provenienza
americana, 73 mm, oppure italiana, 68 mm MTB e 70 mm strada.
Ulteriori aspetti legati al perno concorrono a complicarci la vita. La
forma e le dimensioni del quadro conico sono regolamentati da normative
che ne definiscono tutti gli aspetti dimensionali e di tolleranza di
realizzazione. Purtroppo l’industria ciclistica ha la possibilità di
seguire due strade diverse. Infatti esistono ben due standard di quadro
conico: uno secondo ISO (di definizione europea) e l’altro secondo lo
standard giapponese JIS. In Europa è largamente utilizzata la prima
normativa, tuttavia, importando parecchi componenti dall’estero: dal
Giappone e dagli USA, non è raro imbatterci in movimenti centrali
costruiti adottando questo secondo standard. In realtà le differenze
dimensionali sono simili. Entrambe le normative prevedono che la
conicità totale sia di 4° (2° di semiconicità) mentre la differenza
risiede sulla dimensione del lato del quadro misurato sull’estremità
superiore: 12.6 per l’ISO e 12.65 per il JIS (al netto delle
tolleranze). Anche se 5 centesimi di millimetro potrebbero risultare
trascurabili, in realtà, in presenza di una calettamento conico la
posizione della guarnitura sul perno risulta differire di quasi un
millimetro che provoca un diverso valore di LC. La stessa considerazione
vale anche per le guarniture provenienti da oltre oceano che spesso
prevedono un diverso standard e tenderanno ad avvicinarsi maggiormente
alla scatola del movimento centrale.
Gli standard in uso non sempre consentono una totale compatibilità
dei particolari: una irrisoria differenza di 0.05 mm del quadro conico
porta uno spostamento longitudinale di quasi un millimetro.
La manutenzione
Quanto
segue non è per ovvie ragioni applicabile ai sistemi a
"Cartuccia" non disassemblabili. La manutenzione di un
movimento centrale è relativamente semplice. Relativamente, in quanto
risultano necessari attrezzi ed estrattori che normalmente non sono
presenti tra gli utensili di casa. La sequenza di smontaggio del
movimento centrale dalla sua sede prevede anche la rimozione di entrambe
le pedivelle che nella maggior parte dei casi deve essere eseguita
utilizzando l’apposito estrattore avvitato sulle pedivelle stesse.
Inoltre, alcuni sistemi prevedono per lo smontaggio utensili venduti
solo unicamente ai meccanici specializzati. Ipotizzando di disporre
tutta la strumentazione idonea la manutenzione si riduce al controllo
del gioco del perno sui cuscinetti e all’ingrassaggio periodico del
calettamento conico tra perno e pedivelle. È inoltre consigliabile
controllare periodicamente il bloccaggio e la posizione relativa di
tutto il sistema rispetto la scatola movimento. Per ultimo, ma non meno
importante è la forza con cui vengono serrati i bulloni di bloccaggio
delle pedivelle sul perno. Questa deve essere adeguata ma non eccessiva.
Infatti, se la coppia di serraggio applicata è eccessiva, la pedivella
tende a penetrare più del previsto variando la LC ma soprattutto
potrebbe essere sollecitata in modo anomalo con conseguenze
imprevedibili per la durata. La coppia consigliata per questi bulloni è
di circa 3.5 Kg.mt (30¸ 35 N.mt).
Le tendenze
Il movimento centrale Shimano rappresentato nelle illustrazioni
rappresenta l’ultimo grido in fatto di moda e tendenza dei costruttori
di gruppi ed accessori.
Analizzando più in dettaglio l’ "Oggetto" scopriamo che,
oltre alla vistosa assenza del quadro conico sostituito da un
rivoluzionario sistema di trascinamento a profili scanalati, il sistema
di fissaggio della pedivella con bullone da M8x1 è stato sostituito da
un nuovo tipo di bullone dal diametro ben più grande. La centratura sul
perno della guarnitura e della pedivella sinistra è affidata ad una
porzione di albero rettificato e calibrato posta in prossimità della
zona scanalata. Il tutto realizzato con lavorazioni meccaniche di
precisione e completamente smontabile per revisioni ed eventuali
riparazioni. Ulteriore novità è costituita dal doppio impiego di
gabbie a sfera e a rulli per il sostentamento e la rotazione del perno.
Fortunatamente la casa giapponese non ha cambiato anche il sistema di
fissaggio al telaio ... Questi, infatti, rimane come da tradizione a
ghiere esterne e di diametro e passo tradizionali: italiano o inglese.
In conclusione ...
Con
l’introduzione dei nuovi gruppi, la Shimano sta tentando un colpo
commerciale non indifferente che potrebbe avvantaggiarla nei confronti
dei concorrenti diretti e non per gli anni a venire purtroppo a
discapito di noi potenziali clienti. Il colosso giapponese, infatti, con
il rivoluzionario sistema di calettamento delle pedivelle, desidera
imporre un nuovo standard che potrebbe spiazzare tutte quelle aziende
che producono componenti ed accessori alternativi. Da un punto di vista
strategico-aziendale, la scelta giapponese è sicuramente ambiziosa ma
da un altro punto di vista un po’ presuntuosa. Il fatto di tentare di
forzare il mercato in una direzione diversa dalla standardizzazione dei
componenti, o per lo meno delle loro caratteristiche morfologiche
principali, obbligherà coloro che adotteranno i componenti giapponesi a
sottostare ad una politica di prezzi monopolistica.
Fortunatamente, ma non so quanto durerà, la principale concorrente, la
Campagnolo, sembra non stia seguendo l’esempio Shimano quindi una
bella fetta di utenti continuerà ad utilizzare componenti
intercambiabili, facilmente reperibili sul mercato ma soprattutto con
prezzi in concorrenza.
Ben venga il libero mercato e gli standard.
Copyright Mosè Necchio 1998
necchiom@yahoo.com
per avere ulteriori chiarimenti consultate il sito Rally
del PO
|